Buoni rapporti con le banche: perché è fondamentale averli e come costruirli

Avere buoni rapporti con le banche e costruire con loro un dialogo costruttivo è cruciale per gettare le basi di un favorevole accesso al credito.

Non solo, nel contesto del Decreto Liquidità l’azienda necessita di migliorare la reputazione finanziaria per velocizzare l’accesso al credito e poter far fronte in modo pronto alle problematiche economiche sorte a seguito dell’emergenza sanitaria.

Buoni rapporti con le banche: quando l’azienda è valutata in bonis?

Solitamente, i buoni rapporti con le banche si definiscono con una situzione in bonis.

L’azienda è valutata in bonis quando è solvibile, ovvero quando è in grado di restituire il credito concesso secondo i tempi e le modalità che sono state definite con la banca.

Questo avviene quando vi è assenza di:

  • sofferenze
  • esposizioni o cadute
  • inadempienze probabili

Il terzo punto merita un approfondimento.

Perché in un’impresa convivono due importanti aspetti.

Quello economico che è frutto delle operazioni di gestione e quello finanziario, ovvero la traduzione in liquidità dei corrispondenti aspetti economici.

Dal punto di vista economico, l’azienda è in equilibrio quando copre i costi con i ricavi.

Mentre l’equilibrio finanziario considera fattori quali i tempi di incasso e pagamento e l’iva sulle transazioni.

Ecco che il compito della gestione finanziaria aziendale è verificare che l’azienda sappia far fronte regolarmente agli impegni finanziari che ha assunto.

Beninteso, un’azienda può proseguire la propria attività, per periodi anche lunghi in condizioni di deficit economico, quindi in perdita.

Difficilmente potrà però reggere in condizioni di prolungato deficit finanziario (uscite maggiori delle entrate) a meno che non faccia ricorso a finanziatori terzi.

Lo squilibrio finanziario e le conseguenze nei rapporti con le banche

Uno squilibrio finanziario implica che l’impresa non abbia le risorse per pagare i dipendenti, i fornitori e lo Stato.

Per questo motivo è destinata al blocco dell’attività.

Al contempo, anche se un’azienda è economicamente sana, potrebbe andare incontro a situazioni di stress finanziario e le ragioni possono essere imputabili a:

  • Una non corretta gestione dei tempi di incasso e di pagamento, che porta ad avere tempi di incasso troppo dilatati rispetto a quelli di pagamento
  • Un eccesso di concentrazione di debiti a breve termine rispetto a quelli a medio e lungo termine

Per comprendere in modo preciso i tempi di incasso e di pagamento, nonché la tipologia dei debiti aziendali a breve termine (col rapporto rispetto a quelli a lungo) la tesoreria è strumento cruciale.

Meglio, lo è un moderno software di tesoreria come GOLD, che permette all’azienda di verificare in tempo reale la situazione complessiva e di estrarre i dati utili per effettuare queste verifiche e che puoi approfondire a questo link.

Le inadempienze probabili, ovvero come prevenire mancati accessi al credito

Mettere al centro il tema delle «inadempienze probabili» significa sempre di più mettere al centro il tema della sostenibilità.

Sostenibilità degli impegni finanziari futuri e quindi della gestione finanziaria nel suo complesso.

Gli indicatori di sostenibilità coinvolgono 4 aree di interesse

  • Solidità: equilibrio strutturale – patrimonio rispetto al capitale di terzi
  • Solvibilità: equilibrio finanziario di breve termine
  • Redditività: equilibrio reddituale in base agli impegni finanziari
  • Sviluppo dell’analisi prospettica

Quando si parla si solidità patrimoniale di un’azienda si fa riferimento al suo grado di indipendenza finanziaria, cioè alla sua capacità di dare sostegno agli impegni finanziari grazie a fonti proprie piuttosto che di terzi.

L’indipendenza finanziaria è la differenza fra il patrimonio netto e la posizione finanziaria netta, dove quest’ultima è la somma delle attività finanziarie a breve termine più le disponibilità liquide meno i debiti finanziari.

È opportuno che il patrimonio netto sia almeno ¼ o un quinto della posizione finanziaria netta

L’impresa che vuole offrire un’immagine solida alle banche e a tutti i soggetti interessati è opportuno che non abbia un rapporto patrimonio netto/posizione finanziaria netta troppo basso.

Nel concreto, è opportuno che la posizione finanziaria netta non superi di 4 o 5 volte il patrimonio netto.

Questo perché avere una elevata posizione finanziaria netta rispetto al patrimonio netto è indice di elevato livello di indebitamento relativo, elevata dipendenza da terzi finanziatori che nel tempo potrebbe diventare un problema.

Problema che deve essere misurato qualora possibile, perché potrebbe tradursi nella mancata concessione da parte delle banche di una linea di credito.

A seguito di questa analisi è importante considerare che il dato può essere sfruttato, quando positivo, per costruire buoni rapporti con le banche e, naturalmente, per migliorare l’accesso al credito in termini di condizioni e tempistiche.

Garantire un adeguato livello di patrimonializzazione: perché è fondamentale

Per potere instaurare un proficuo rapporto di accesso al credito bancario, ovvero avere buoni rapporti con le banche è fondamentale che l’impresa possa garantire un adeguato livello di patrimonializzazione.

Dimostrare l’adeguato livello di patrimonializzazione permette inoltre all’azienda di fronteggiare momenti di difficoltà dovuti sia a cause interne, che all’ambiente competitivo in cui opera.

Non da ultimo, esso mostra agli stakeholders e ai potenziali acquirenti, che l’imprenditore crede fortemente nella propria azienda sostenendola finanziariamente.

Gli indici di disponibilità e i rapporti con le banche

Gli indici di disponibilità mirano a verificare la capacità dell’azienda di adempiere tempestivamente agli impegni finanziari correnti.

In concreto, essi mettono in relazione l’attivo circolante e il passivo corrente e verificano la capacità delle fonti a breve termine di finanziare gli investimenti correnti.

Un quoziente di disponibilità superiore all’unità esprime una condizione potenzialmente fisiologica: gli investimenti correnti sono in grado di fronteggiare il pagamento dei debiti di breve termine.

Valori pari o inferiori ad 1 del quoziente di disponibilità, invece, devono ritenersi segnaletici di uno status di tensione.

Nella valutazione di solvibilità è ancora più importante un altro indice, più puro del precedente, perché è al netto del magazzino che in certi casi rappresenta una voce «discutibile» o non facilmente liquidabile in tempi rapidi.

Un quoziente di tesoreria superiore o pari all’unità può essere sintomatico di una posizione equilibrata: le liquidità attuali e ottenibili nell’immediato futuro sono in grado di estinguere completamente le passività correnti.

Da qui l’importanza di una gestione della tesoreria aziendale oculata quanto snella, che permetta all’impresa di calcolare gli indici con semplicità e di poterne disporre al momento in cui si relaziona con gli istituti di credito.

Ecco perché l’azienda moderna e che sa instaurare buoni rapporti con le banche grazie a forti basi finanziarie, merita di dotarsi di un efficiente sistema di gestione della tesoreria, come il software GOLD.

GOLD è la soluzione di ultima generazione che permette di estrarre dati chiave nel calcolo degli indici di disponibilità e che, al contempo, lavora per una gestione del comparto rapida, condivisa e abile nel fornire i dati necessari all’azienda per costruire buoni rapporti con le banche e gli altri enti erogatori di credito.

Ti invitiamo a scoprine qui le maggiori caratteristiche.

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