Legge 155

Il ruolo cruciale della Tesoreria nella nuova Legge 155

Il Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, chiamato anche nuova Legge 155 (attuazione della legge del 19 ottobre 2017) è stato pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 14 febbraio 2019 n. 38 – Suppl. Ordinario n. 6 ed è entrato in vigore in data 15 agosto 2020, salvo alcuni articoli specifici in data 16 marzo 2019.

La nuova Legge 155 ha apportato cambiamenti rilevanti nello scenario di impresa.

Alcuni in ottica di ‘significato‘ come l’introduzione del nuovo concetto di ‘prevenzione‘ della crisi, molti altri in termini di azioni che le imprese sono chiamate a svolgere per prevenirne l’insorgenza.

In sostanza, la nuova Legge 155 si è posta l’obiettivo di riformare in modo organico la disciplina delle procedure concorsuali, consentendo una diagnosi precoce dello stato di difficoltà in cui un’impresa può trovarsi e proponendosi di salvaguardare la capacità imprenditoriale dei soggetti che vanno incontro a un fallimento d’impresa.

Legge 155: parola d’ordine Prevenire

Il codice della crisi d’impresa si compone di 391 articoli e uno dei primi e sostanziali cambiamenti interessa propria la semantica.

Non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale, termine che assieme alle procedure di allerta va a disegnare uno scenario di prevenzione positivo, che ha il suo focus nel prevenire la crisi o perlomeno nell’attuare misure precise per contenerla.

Maggiori Novità della Legge 155

1- Il termine ‘fallimento’ viene sostituito, in conformità a ciò che avviene in altri paesi europei come la Francia e la Spagna con il termine ‘liquidazione giudiziale‘.

Scopo è salvaguardare l’azienda dal discredito sociale e anche personale che la parola ‘fallimento’ porta con sé

2- Viene introdotto un sistema di allerta, con l’obiettivo di permettere la pronta emersione della crisi.

Scopo principale è il risanamento dell’impresa e il più elevato soddisfacimento dei creditori

3- Tra gli strumenti di gestione della crisi si privilegiano procedure alternative a quelle di esecuzione giudiziale.

Viene data priorità a proposte che mirino al superamento della crisi assicurando continuità aziendale

Gli indicatori come strumento principe della prevenzione di crisi

La nuova Legge 155 introduce una procedura per misurare il rischio di insolvenza delle imprese basata sull’utilizzo di specifici indicatori di crisi.

Attraverso un monitoraggio costante dello stato di salute dell’azienda e con l’attuazione di interventi tempestivi diretti a riequilibrare le situazioni di potenziale crisi, la Legge 155 ha l’obiettivo di minimizzare i casi di crisi d’impresa e di prevenirli con opportune misure interne.

Il foward looking come modus operandi

La nuova normativa chiede alle aziende di operare con un approccio forward looking, ovvero rivolto al futuro piuttosto che al passato.

In questo scenario è indispensabile utilizzare un modello di controllo finanziario che permetta di rilevare eventuali tensioni finanziarie e, se necessario, di pianificare le giuste azione correttive per ristabilire l’equilibrio economico e finanziario dell’impresa.

Il ruolo cruciale della Tesoreria

La Tesoreria assume un ruolo cruciale nell’approccio forward looking e, nel complesso, il budget di tesoreria si propone come utilissimo strumento di controllo delle responsabilità introdotte dal nuovo codice della crisi e dell’insolvenza.

Il modello di tesoreria, o treasury mengament system, è oggi chiamato a svolgere funzioni decisive per l’impresa, quali facilitare, normalizzare e rendere fruibili tutte le informazioni preventive e consuntive che interessano i flussi finanziari.

Ecco che grazie a una precisa gestione della tesoreria aziendale, l’impresa può definire e quindi attuare un processo di pianificazione finanziaria che possa offrire i dati utili per:

  • effettuare valutazioni,
  • definire e monitorare gli indici di rischio
  • permettere una logica e puntuale comprensione dell’andamento finanziario di breve e medio periodo.

Il DSCR a 6 mesi

Secondo la nuova Legge 155, crisi è lo stato di difficoltà economico-finanziario che si manifesta con l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici.

Difficoltà che possono rendere l’impresa inadeguata di fronte al regolamento delle obbligazioni pianificate in precedenza.

Ecco che, per rispondere all’esigenza di generare una stima ragionata e credibile dei flussi di cassa prospettici, la normativa ha proposto il DSCR, Debt Service Coverage Ratio previsionale a 6 mesi.

Quando maggiore di 1, il DSCR indica che l’impresa gode di sostenibilità finanziaria e non chiede di adempiere al calcolo degli altri indicatori di crisi, che sono il rapporto fra:

  • oneri finanziari e fatturato → indice di sostenibilità degli oneri finanziari
  • patrimonio netto e debiti totali → indice di adeguatezza patrimoniale
  • cash flow e attico → indice di ritorno liquido dell’attivo
  • attività a breve termine e passivo a breve termine → indice di liquidità a breve termine

Il secondo approccio ha una natura più evoluta e la scelta spetta agli organi di controllo, ma è soprattutto legata alla qualità dei dati di cui l’azienda dispone.

Decisivo, in questo contesto è il budget di tesoreria, che chiede di essere puntuale nelle entrate e nelle uscite a 6 mesi e di proporsi come il frutto di previsioni che derivano da scadenziari finanziari affidabili.

Il sistema di gestione della tesoreria in funzione al codice della crisi è quindi risolutivo, perché permette di implementare un processo di pianificazione finanziaria indispensabile per calcolare l’indice DSCR.

Non solo, perché il corretto Treasury System Management permette all’azienda di definire le azioni finanziarie che può essere opportuno intraprendere nel caso sia necessario correggere il DSCR per evitare che venga effettuata la segnalazione dello stato di crisi.

Prevenzione, monitoraggio e buona gestione dei flussi di cassa sono quindi le chiavi per rispettare la nuova Legge 155.

Al contempo l’attenta gestione della tesoreria offre un patrimonio di dati, di informazioni e di storici che permettono all’azienda di conoscere il proprio stato di salute con puntualità e previdenza.

Da qui nasce l’esigenza per l’azienda di disporre di un efficiente software di gestione della Tesoreria come Gold, soluzione già scelta da centinaia di clienti nel corso del tempo, perché permette di attuare una gestione semplice, precisa e condivisibile del Treasury Management System.

Dire addio a confusi fogli di calcolo o sistemi personali difficilmente condivisibili è oggi una necessità piuttosto che una scelta.

Adottare un software moderno di gestione della tesoreria come Gold  permette all’azienda di rispettare al meglio le richieste del codice della crisi d’impresa e di dotarsi di un sistema digitale di Treasury Management che parla una lingua semplice, condivisibile fra i diversi comparti aziendali e volto a garantire un monitoraggio salutare della tesoreria in ogni suo aspetto.