Quali sono le migliori banche in Italia? Anzi quali sono le più sicure e le meno care?

A prima vista potrebbe trattarsi della classica ‘domanda da un milione di dollari’, o per lo meno un quesito che chiede una forte ricerca e un notevole dispendio di energie per trovare la riposta giusta. Il contesto bancario si rivela infatti essere molto mutevole, ma a spianare i dubbi e anche ad aiutare i cittadini ci ha pensato l’Università Bocconi, che ha redatto una classifica delle migliori banche in Italia, o meglio dei primi venti istituti italiani che dimostrano di possedere caratteristiche di solidità e di convenienza.

Quali sono le novità da considerare? I ricercatori hanno tenuto conto di parametri di solidità che sono difficili da reperire da parte dei cittadini e che si rivelano essere fondamentali per redigere un quadro generale veritiero e quindi utile ai fruitori.

L’indagine è stata condotta dall’Università Bocconi per il Corriere Economia e si occupata di confrontare i principali istituti di credito italiani. Solidità e convenienza sono i parametri considerati come i più importanti e le tre banche che hanno riposto a queste richieste si sono rivelate essere Intesa SanpaoloUbi Banca e il Banco Popolare.

Good bank vs. Bad bank: quali parametri per le migliori banche italiane?

La ricerca non ha quindi impiegato parametri ‘classici’ quali la patrimonializzazione o il listino dei prezzi, perché l’obiettivo era di individuare la ‘good bank’, ovvero la banca solida e conveniente che si pone in contrapposizione alla bad bank. I clienti chiedono infatti che l’istituto di credito di riferimento sia solido, ovvero non possa scoppiare come un bolla di sapone, ma anche conveniente, ovvero che sia in grado di diventare una base sicura per il risparmio e la gestione del credito.

La ricerca condotta dall’Università Bocconi ha evidenziato una caratteristica comune alle migliori banche italiane: ovvero si tratta di istituti grandi, molto grandi e che vantano un solido prestigio alle spalle. Quali indici sono stati impiegati? Il lavoro si è rivelato essere complesso e analitico, perché i ricercatori hanno analizzato la situazione di ben 20 istituti di credito italiani. Nel dettaglio, gli indici impiegati per comprendere quali fossero le migliori banche sono stati 7:

– tre relativi alla patrimonializzazione ovvero il Cet1, il Tier 1 e il Total capital ratio;

– uno relativo alla redditività, ovvero il calcolo del margine di interesse sommato al saldo da commissioni e ad altri ricavi, calcolato sul totale attivo;

– l’andamento in Borsa del 2015 senza considerare le prime due settimane che sono state caratterizzate da bolle speculative;

– due Isc, ovvero un indicatore sintetico di costo annuo che è stato impiegato per valutare il prezzo di riferimento del contocorrente. Il primo Isc si è basato sul servizio fisico allo sportello e il secondo sul servizio di home banking.

Le migliori banche secondo l’Università Bocconi: la classifica

Escluse di classe son state Mediolanum, che presenta il maggiore indice di solidità patrimoniale ma lavora attraverso il sistema dei promotori e Mediobanca, che non presenta un’offerta retail. Nella classifica delle migliori banche italiane, il punteggio finale ha quindi tenuto conto di tutti parametri elencati e secondo gli esperti si tratta di un risultato che può lasciare trasparire un certo buon senso nel giudizio complessivo.

Al primo posto si è quindi classificata Intesa Sanpaolo con 118 punti. A seguire Ubi Banca, con 111 e il Banco Popolarecon 101. La classifica ha quindi registrato il quarto posto di Credem con 101, quinta la Popolare di Milano e Mps al sesto posto con 85 punti, a pari merito con la banca Popolare dell’Emilia Romagna. Settimo il Credito Valtellinese, a seguire Carige e Unicredit .

Banca Intesa ha ‘vinto’ perché ha dimostrato nel corso dell’analisi di possedere elevati indici indici di solidità patrimoniale e un Isc più conveniente.

I ricercatori hanno in ogni caso suggerito che la classifica delle migliori banche italiane non esclude nessuno, perché è importanteprendere in considerazione anche altri istituti di credito. Si tratta semplicemente di parametri che erano indispensabili per districarsi fra l’ampia scelta e che sono stati impiegati dagli studiosi per generare una ricerca corretta e trasparente.

Migliori banche: si può fare un’analisi da soli?

La domanda sorge quindi spontanea, ovvero può un cittadino effettuare un’analisi corposa come questa? In parte sì, perché alcuni parametri possono essere ricercati in autonomia e quindi confrontati dalle persone volonterose. Nel dettaglio, l’Isc personale può essere ricercato sul proprio estratto conto o chiesto alla banca. Il dato a cui riferirsi è quello indicativovoluto da Abi e Banca d’Italia, il quale è pubblico e si trova sui siti delle banche o sul sito comparaConti.it di PattiChiari (Abi).

Diverso è il discorso relativo agli indici patrimoniali, che chiedono invece di essere ‘scovati‘. Si tratta in particolare del TotalCapital Ratio, che mette attivamente in relazione il patrimonio della banca con gli impegni, come ad esempio i prestiti che la banca ha assunto nel presente. La Bce ha dal canto suo stimato il minimo del Cet1 al 7-8% e del Total capital ratio al 10,5%. Questi dati sono altamente variabili e devono essere ricercati nei bilanci perché non vengono pubblicati, così come non vengono resi pubblici gli obiettivi che la Bce impone ad ogni banca.

Gli esperti si augurano che nell’immediato futuro anche questi parametripossano diventare pubblici, considerando anche nell’ultima guida al bail in emanata dall’Abi questi indicatori non sono stati resi noti. Ai cittadini resta quindi la possibilità di leggere con cura la ricerca sulle migliori banche italiane effettuata dall’Università Bocconi, che si rivela essere uno strumento utile e al completo servizio dei cittadini italiani.

Fonte: Corriere della Sera

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