Cosa cambierà nei Btp Italia con la manovra Draghi?

La questione si rivela essere di grande interesse, perché mancano poche settimane al rimborso del primo Btp Italia. Cosa si devono aspettare gli investitori? Quali saranno le ripercussioni dopo le recenti dichiarazioni di Mario Draghi?

Il Btp Italia è stato collocato quattro anni fa, quando l’Eurozona stava vivendo un periodo molto volatile. Ora gli investitori stanno aspettando con fremente attesa il bilancio del primo titolo di Stato che si rivela essere legato all’inflazione italiana.

E’ importante ricordare che il risparmiatore denominato ‘cassettista’, ovvero che accumula i risparmi nel lungo periodo, potrà incassare lo stesso valore nominale che ha investito al momento del collocamento del titolo, con in aggiunta il cosiddetto ‘premio fedeltà’ che corrisponde al 4 per mille del valore nominale. Poca cosa secondo gli esperti del Sole 24 Ore, perché al totale deve essere tolta l’imposta del 12,5% che corrisponde a 35 euro ogni 10mila euro investiti e al quale però vanno aggiunte le cedole, nodo cruciale della questione.

BTp Italia: la spinosa questione delle cedole

Sembra proprio che la questione delle cedole abbia fatto arrancare il BTp Italia, a causa della sofferenza legata all’inflazione. La cedola del BTp Italia ha infatti iniziato a scendere a partire da settembre 2012, toccando anche il negativo nei primi mesi del 2015. Per stabilire il valore viene impiegato l’indice Foi, ovvero l’indice che fa riferimento ai consumi delle famiglie italiane che fanno capo da un lavoratore dipendente.

BTp Italia: spazio alle nuove emissioni

Tutto ciò deve però essere considerato come un passato che può essere dimenticato in tutta velocità, perché gli analisti hanno dichiarato che le nuove misure annunciate da Draghi hanno reso molto più appetibile il nuovo ciclo di emissione di questi titoli. La Bce guarda infatti al futuro e all’immissione di moneta, quindi il nostro paese dovrebbe godere di benefici diretti che derivano da questa audace manovra finanziaria.

Dall’inizio di marzo la differenza che interessa i titoli nominali e i titoli reali è infatti salita, spostandosi in positivo. Politica espansiva? A detta degli esperti sì, perché il flusso di moneta dovrebbe portare ad un generale aumento dei prezzi. Il risultato è una prospettiva rosea per i Btp Italia che verranno emessi in aprile, perché i prossimi mesi potrebbero registrare un miglioramento della domanda interna e un tendenziale aumento dei prezzi.

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